Angolo dei proverbi In questa pagina intendiamo inserire una raccolta quanto più possibile completa di proverbi che esistono ancora nella nostra tradizione orale. Chiunque sia in possesso di tali
documenti è gentilmente pregato di farceli pervenire nella nostra e-mail: info@roccellacomera.it. Sarà nostro dovere citare i nominativi delle persone che ce li forniranno. GRAZIE! Tutti questi
proverbi saranno oggetto di studio per fini linguistici e contenutistici. Frabbica e liti, prováti câ viditi Fabbrica e lite (in tribunale), provate e vedrete Il proverbio avverte che chi intraprende
una costruzione edilizia, oppure intenta una causa in tribunale contro qualcuno, non sa a quali impicci va incontro. Tri fimmini e 'na suméra, fannu (oppure ribbéjanu) 'na fera Tre donne e una
somara, creano confusione con il loro vociare Chiediamo scusa alle donne che si sentono offese da questo proverbio, ma la tradizione orale paesana vuole che le donne, quando si mettono a discutere
insieme con il loro insistente parlottare, creano la classica confusione di un mercato. Saggezza antica derivata dall'osservazione sul comportamento di alcune donne o pregiudizio?! Cu' patri e cu'
patruni, sempi tortu e mai ragiuni Col padre e col padrone (col datore di lavoro), sempre torto e mai ragione Il proverbio s'inquadra in quel tipo di società contadina e patriarcale in cui vigeva in
modo indiscusso il principio di autorità. Sia in famiglia dove a comandare c'era il pater familias, sia nel mondo del lavoro dove a decidere di tutto (orario di lavoro, doveri e paga) era il datore
di lavoro non c'era mai verso di avere ragione, anche se le ragioni del sottoposto erano più che evidenti. Tempi che furo!
-------------------------------------------------------------------------------- Quandu 'u ciucciu 'on voli û mbivi, ha' vogghja (oppure: abbaca*) û frischji! Quando l'asino non vuole bere, hai
voglia a fischiare! Sta a significare che sono inutili i tentativi di indurre una persona a compiere un'azione che non vuole. *abbaca, deriva dal latino 'vacus' per 'vacuus' = vuoto, inutile, vano.
Quindi l'espressione 'abbaca û frischji' = è inutile che fischi g. rohlfs, Dizionario dialettale della Calabria, Longo edit., Ravenna - 1977
-------------------------------------------------------------------------------- 'A liggi è uguali pe' tutti... cu' havi sordi si 'nda futti! La legge è uguale per tutti... chi ha soldi se ne
infischia! Occuparsi di cultura popolare non significa fare folclore per divertire e magari strappare qualche risata. Significa invece riscoprire modi di vivere che appartenevano ad un certo tipo di
società, che poi non era molto diversa da quella attuale. In passato forse il contrasto tra i vari ceti era molto evidente e marcato. Sostanzialmente due erano le classi sociali: quella dominante dei
'gnuri, per i quali tutto era possibile, anche comprarsi la legge, e quella del proletariato, dei sottoposti che non potevano mai competere sul piano della giustizia con i più forti. Il proverbio che
vi abbiamo proposto ha un significato lampante ed è di una attualità sorprendente! -------------------------------------------------------------------------------- Vai cu' chiju megghju 'i tia e
fanci i spisi Vai con coloro che sono migliori di te e paga tu per loro Il proverbio ha un contenuto morale ed ha un significato chiaro. Esorta a seguire l'esempio dei più bravi, anche a costo di
sostenere le loro spese -------------------------------------------------------------------------------- Quandu la strangia e quandu la pipita, la gajineja mia è sempi malata Quando la 'strangia' e
quando la 'pipita' (malattie che colpiscono i polli rispettivamente alla gola e alla lingua), la gallinella mia è sempre malata È un detto ironico che capitava di sentire spesso quando si aveva a che
fare con qualche persona che, non rispettando mai un patto, si giustificava adducendo ora un pretesto ora un altro. --------------------------------------------------------------------------------
Cu' si curca chî cotrari, a' matina si leva cacatu (o pisciatu) Chi va a letto con ragazzi, la mattina si alza cacato (o pisciato) Non bisogna dar retta ai ragazzi, o prendere consiglio da loro,
altrimenti si possono avere problemi. -------------------------------------------------------------------------------- Cu' paga sordi avanti, mangia pisci fetenti Chi paga avanti, cioè chi paga prima
di ritirare la merce che intende acquistare, mangia pesci puzzolenti Il proverbio ammonisce ad essere prudenti quando si fa un acquisto, non dare soldi subito senza essere pienamente sicuri della
merce che s'intende comperare. -------------------------------------------------------------------------------- Si voi û perdi 'n'amicu, prestinci sordi o fallu zitu. Se vuoi perdere un amico,
prestagli soldi oppure fallo fidanzato. E' un proverbio scontato, avverte che un amico si può perdere se gli si prestano dei soldi oppure se gli si trova una fidanzata.
-------------------------------------------------------------------------------- Agustu e rigustu, princípiu 'i mbernu giustu Agosto e riagosto, giusto inizio d'inverno È un proverbio meteorologico
che sta a significare che con agosto la stagione estiva volge al termine. Scoppia, infatti, qualche temporale che prelude all'inverno.
-------------------------------------------------------------------------------- Quandu senti 'a cicala, fuji jà a' ficara Quando senti (cantare) la cicala, rècati alla pianta di fico Il detto ci
avverte che possiamo raccogliere i fichi quando cominciano a cantare le cicale. -------------------------------------------------------------------------------- Cu' sparti, pigghja 'a megghju parti
Chi divide le parti (di un intero, che può essere una somma, una torta, ecc.) prende la parte migliore Il proverbio ha un significato abbastanza ovvio, nel senso che chi sta in posizione privilegiata
decide sempre in senso vantaggioso per lui.
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